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Testamento digitale & Facebook

Secondo quanto riportato da Wikipedia "Il testamento digitale è un testamento che determina il fato della presenza di una persona nel mondo virtuale. Questi archivi comprendono tutti gli account che una persona può avere online, dai social media ai siti di acquisti, da un canale YouTube ad un sito di giochi.

Molti siti web non hanno linee guida o procedure da seguire per eliminare dai loro server l'account di una persona deceduta e nel caso in cui ci fossero non seguono una procedura standard ma differiscono da sito a sito".

 

Facebook, per esempio, propone  il tema chiedendo a tutti i titolari  del profilo di scegliere le sorti dell'account per il tempo in cui il suo titolare avrà cessato di vivere.

Non si tratta, in realtà, di un testamento, ancorchè dell'identità digitale, ma tecnicamente di un atto di ultima volontà in quanto si richiede al titolare dell'account se i contenuti, o il l'intero profilo, possano essere eliminati in modo permanente, ovvero se debbano continuare ad essere pubblicati a titolo commemorativo.

In questo ultimo caso sarà aggiunto "in ricordo di ..", mentre l'account non sarà più visibile per le inserzioni, i promemoria,  i compleanni.

 

Il punto cruciale è tuttavia che, in mancanza di una precisa volontà del titolare dell'account, gli eredi  non potranno richiedere la trasformazione di detto account in commemorativo.

Per contro, chi abbia optato per la conservazione, anche solo commemorativa, dell'account può nominare il c.d. "contatto erede", il quale potrà scrivere post, rispondere alle nuove richieste di amicizia, aggiornare l'immagine di copertina, ma non potrà modificare i contenuti già esistenti.

 

Si tratta di una volontà testementaria?

Tecnicamente assolutamente no, perchè oltre al difetto di forma, sembra più un atto di ultima volontà e la ragione potrebbe risiedere nel fatto che al contatto erede non vengono date le stesse credenziali del titolare dell'account, ma nuove credenziali di cui sarà titolare il designato  e quindi non ci sarà una successione od attribuzione, tanto meno di natura patrimoniale,  ma sarà una titolarità originaria.

 

Nel contempo ci si potrebbe chiedere se il "contatto erede" possa integrare un mandato post mortem exequendum, ma ci sembra di poter osservare che manchi il contratto  in forza del quale il mandatario avrebbe avuto notizia prima della morte del titolare dell'account del relativo compito da eseguire.

Più che un testamento digitale, si dovrebbe quindi pensare all'istituto degli atti di ultima volontà, ossia a quegli atti che proprio perchè non a contenuto patrimoniale, non contrastano con il divieto dei patti successori, e sono  ammissibili ed efficaci come mere volontà unilaterali con effetti post mortem, senza neppure dover osservare requisiti di forma, come quelli previsti dal testamento.

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