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La revoca o distruzione del testamento successivo, non revoca quello precedente

La Corte di Cassazione in una recente sentenza del 21.3.2019, n.8031 ha trattato il caso di un testatore  che aveva sbarrato il testamento successivo che conteneva la revoca di quello precedente.

 

La Suprema Corte al riguardo ha affermato che la cancellazione del testamento disciplinata dall’art. 684 c.c., come pure la sua distruzione materiale, si configura come un comportamento concludente avente valore legale, riconducibile in via presuntiva al testatore quale negozio di attuazione, che deve essere giuridicamente qualificato, alla luce del citato art. 684 c.c., quale revoca tacita del detto testamento. 

 

Ne consegue che, qualora ad essere cancellato sia un testamento successivo contenente la revoca di quello precedente, non trova applicazione l’articolo 683 c.c., per il quale, nelle ipotesi dallo stesso indicate, la revocazione fatta con un testamento posteriore conserva la sua efficacia anche quando questo resta senza effetto, ma l’art. 681 c.c. che disciplina il diverso caso della revocazione della revocazione stabilendo che, in tale eventualità, le disposizioni revocate rivivono.

 

In sostanza rivive il primo testamento.

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