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Immobili abusivi: il vantaggio del testamento

Uno dei vantaggi del testamento, con particolare riferimento alle attribuzioni di beni immobili,

è quello di rendere valido ed efficace anche il trasferimento di beni in presenza di opere abusive.

 

Ciò lo si ricava, a contrario, dalla legge n.47/85, secondo cui “Gli atti tra vivi, sia in forma pubblica, sia in forma privata, aventi per oggetto trasferimento o costituzione o scioglimento della comunione di

diritti reali, relativi ad edifici, o loro parti, la cui costruzione è iniziata dopo il 17 marzo 1985, sono nulli e

non possono essere stipulati ove da essi non risultino, per dichiarazione dell’alienante, gli estremi del permesso di costruire o del permesso in sanatoria". 

 

Gli atti cd a causa di morte, come il testamento, restano quindi esclusi.

 

Considerato la scarsa predisposizione a redigere un testamento, (solo 8 su 100 sono le successioni testamentarie)  accade spesso che quando nell'asse ereditario si rinviene un bene immobile abusivo, poi da dividere fra gli eredi, ci si chiede se la divisione sarà valida o meno.

 

Su tale interrogativo si deve ancora pronunciare la  Corte di Cassazione, a seguito della rimessione con l'ordinanza n. 25936 del 16.10.2018, alle Sezioni Unite.

 

Il nodo da sciogliere sarà quello di capire  se lo scioglimento di una comunione ereditaria dovrà intendersi atto tra vivi, e quindi assoggettato  alla nullità di cui alla legge sopra richiamata, oppure un atto diverso, e quindi ritenersi valido ed efficace, nonostante abbia ad oggetto un immobile abusivo.

 

Si attenderà  il responso delle Sezioni Unite, ma certo è che la redazione di un testamento con attribuzione di singoli beni immobili a ciascun erede, oltre ad evitare difficili gestioni dei beni in comproprietà, (tipica conseguenza negativa delle successioni per legge), esclude anche di incorrere nelle nullità degli atti di trasferimento, come previsto dalla normativa sopra richiamata.

 

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