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In caso di separazione, può revocarsi la donazione?

Con la sentenza n.24965 del 10.10.2018, la Corte di Cassazione esclude la revocabilità di una donazione per ingratitudine fra coniugi a causa della accertata relazione extraconiugale, nel caso specifico, della moglie.

 

In pratica il marito, prima del matrimonio, aveva corrisposto il prezzo di un immobile, poi di fatto intestato alla futura moglie, attraverso una donazione cd. indiretta.

 

In parallelo alla separazione, il marito chiede anche la revoca della donazione per ingratitudine ai sensi dell'art. 801 c.c.

 

Il procedimento, tuttavia, non riconosce le ragioni del marito in tutti e tre i gradi di giudizio, tanto che la Corte di Cassazione nel precisare che l'art. 801 c.c.  legittima  la revoca della donazione per ingratitudine del donatario, a fronte di  in un qualsiasi atto o comportamento il quale leda in modo rilevante il patrimonio morale del donante, e palesi per ciò solo un sentimento di avversione da parte del donatario, nel caso, specifico, respinge le doglianze del marito.

 

Ha affermato, infatti, che  la relazione extra coniugale poteva essere rilavante ad altri fini (addebito) e non per la revoca della donazione per ingratitudine, in quanto la relazione  non solo sarebbe iniziata nel periodo in cui i coniugi erano separati di fatto, ma aveva avuto una risonanza mediatica a causa della notorietà del nuovo compagno.

Tanto bastava ad escludere che l’infedeltà della donataria nascesse da un sentimento di avversione e di

disprezzo nei confronti del coniuge, tanto da ripugnare la coscienza comune.

 

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