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La donazione indiretta può essere provata per testimoni?

Come è noto, accanto alle donazioni dirette, per le quali è necessario a pena di nullità l'atto pubblico, in quanto donare rappresenta un'eccezione ai normali trasferimenti a titolo oneroso, esistono le donazioni indirette, ossia quelle liberalità realizzate ponendo in essere un contratto diverso o da quello previsto dall’art. 782 cod. civ.,.

 

Per le donazioni indirette, tipico il caso, della consegna del denaro dal genitore al figlio per l'acquisto dell'immobile, è sufficiente l’osservanza delle forme prescritte per il negozio tipico utilizzato per realizzare lo scopo di liberalità, dato che l’art. 809 cod. civ., nello stabilire le norme sulle donazioni applicabili agli altri atti di liberalità realizzati con negozi diversi da quelli previsti dall’art. 769 cod. civ., non richiama l’art. 782 cod. civ., che prescrive l’atto pubblico per la donazione (Cass. s.u., 18725/2018; Cass. 3819/2015; Cass. 4197/2013; Cass. 5333/2004).

 

In tali fattispecie, l’attribuzione gratuita viene attuata, quale effetto indiretto, con il contratto  oneroso, che corrisponde alla reale intenzione delle parti ed alla quale, pertanto, non si applicano i limiti alla prova.

 

In pratica, nell'esempio sopra richiamato,  la compravendita dell'immobile richiederà la forma scritta, mentre la consegna del denaro per l'acquisto non richiede tale formalità e potrà essere provata anche per testimoni.

 

La Corte di Cassazione con sentenza n.27050 del 25.10.2018, ha precisato che  l’attribuzione gratuita viene attuata, quale effetto indiretto, con il negozio oneroso, che corrisponde alla reale intenzione delle parti ed alla quale, pertanto, non si applicano i limiti alla prova testimoniale - in materia di contratti e simulazione - che valgono, invece, per il negozio tipico utilizzato per realizzare tale scopo ( In questo senso Cass. 1986/2016; Cass. 4015/2004; Cass. 503/2002).

 

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