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E' nulla la donazione senza il consenso dell'altro coniuge?

La Cassazione (n.21503/2018) respinge la tesi della nullità dell'atto di donazione per mancanza del consenso del coniuge in comunione dei beni, precisando che la precedente pronuncia delle Sezioni Unite (n.5068/2016) secondo cui la donazione di cosa altrui o parzialmente altrui, (come potrebbe essere un bene facente parte della comunione) deve ritenersi nulla per difetto di causa, sicchè la donazione di un coerede avente ad oggetto la quota di un bene pro-indiviso non è valida, non si applica per i beni oggetto della comunione.

 

E' la norma specifica i cui all'art. 184 c.c. ad escluderlo, sancendone la sanzione dell'annullabilità , fra l'altro in tempi stretti, ossia  entro un anno dalla data in cui è venuto a conoscenza dell'atto ed, in ogni caso, entro un anno dalla trascrizione nei registri immobiliari.

 

Peraltro, se l'atto non fosse stato  trascritto ed il coniuge non abbia avuto conoscenza, l'azione deve essere proposta entro l'anno dallo scioglimento della comunione.

 

In fondo, la donazione rientra negli atti dispositivi, ossia negli atti, come ad esempio, la compravendita, atti che impoveriscono il patrimonio del donante/venditore, per cui in mancanza del consenso dell'altro coniuge, l'atto è comunque valido, salvo essere impugnato in tempi stretti, cosa che non avviene per la nullità. essendo l'azione imprescrittibile.

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