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Una donazione o un testamento nulli possono essere convalidati dagli eredi?

La risposta è affermativa perchè la convalida  è prevista espressamente dall'art. 799 c.c., secondo il quale "la nullità della donazione, da qualunque causa dipenda, non può essere fatta valere dagli eredi o aventi causa dal donante che, conoscendo la causa della nullità, hanno, dopo la morte di lui, confermato la donazione o vi hanno dato volontaria esecuzione.

 

In pratica, come affermato anche in una recente sentenza della Corte di Cassazione (Cass. n.9091/2018), la convalida da parte degli eredi esige  la volontà di attribuire efficacia all'atto invalido e la conoscenza della causa di invalidità; la manifestazione di tale volontà e scienza non comporta la adozione di formule sacramentali ed è anzi implicita nell'esecuzione della donazione stessa.

 

Tuttavia, se la convalida avviene mediante atto formale, quest'atto deve contenere i requisiti previsti dall'art. 1444 c.c. per la convalida dell'atto annullabile, cioè l'indicazione del negozio invalido e della causa d'invalidità nonché la dichiarazione che si intende convalidarlo (Cass. 1545/1974; n. 17392/2017).

 

Analoga disposizione si ha per il testamento, laddove l'art. 590 c.c. dispone che "la nullità della disposizione testamentaria, da qualunque causa dipenda, non può essere fatta valere da chi, conoscendo la causa della nullità, ha, dopo la morte del testatore, confermato la disposizione o dato ad essa volontaria esecuzione.

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