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L'ex coniuge può riavere il bene donato per l'arrivo di nuovi figli?

La risposta è affermativa.

 

La sopravvenienza dei figli legittima la revoca della donazione a nulla rilevando lo status di coniuge all'epoca della donazione, poi divenuto ex a seguito del divorzio.

 

Ciò significa che se dopo lo scioglimento o cessazione del matrimonio, il donante  avrà figli che prima non aveva,quest'ultimo  potrà fondatamente richiedere la revocazione della donazione ai sensi  dell'art. 803 c.c..

 

Questa disposizione mira espressamente a favorire i discendenti del donante, ed a farli prevalere sul donatario, ancorchè all'epoca della donazione, la donazione fosse stata fatta in favore del coniuge.

 

 

Si  ammette, infatti,  che la revocazione si estenda a  tutti i soggetti qualificabili come estranei, termine da intendere come coloro che non rientrano nella discendenza. con ciò ricomprendendo anche il coniuge che poi diventi ex.

 

Pertanto, è stata rigettata dalla Corte di Cassazione , con sentenza  n.21106/2018, la tesi dell'ex coniuge-donatario  secondo la quale doveva estendersi l'irrevocabilità della donazione nei confronti del coniuge per contrasto con l'art. 3 della Costituzione , poiché, in questo modo, si differenzierebbe la posizione di soggetti che compongono il nucleo fondamentale familiare (nella specie, moglie e discendenti). Infatti, la situazione del coniuge e quella del figlio non sono del tutto equiparabili, nonostante entrambi siano elementi del gruppo familiare, considerato che il legame fra genitore e discendente è espressione di una relazione giuridica diretta destinata a non venire meno, mentre il rapporto fra i coniugi ha natura diversa ed è soggetto a modificazioni nel corso della loro vita.

 

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