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Come indicare denaro, gioielli e mobilia nella successione?

L'Art. 9  del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346,  stabilisce, per quanto qui interessa, che denaro, gioielli e mobilia, si presumono compresi nell'attivo "per un importo pari al dieci per cento del valore globale netto imponibile dell'asse ereditario anche se non dichiarati o dichiarati per un importo minore".

La Cassazione in una  recentissima pronuncia n. 31806 del  5.12.2019, ha precisato che tale norma deve essere interpretata nel senso che il valore presunto di tali beni comprende anche quanto eventualmente dichiarato dal contribuente, con la conseguenza che è illegittima la pretesa del fisco di calcolare la percentuale presuntiva del 10% sull'attivo ereditario, dopo aver aggiunto il valore

dichiarato dall'erede per denaro, gioielli e mobilia; in presenza pertanto di un valore dichiarato inferiore a quello presunto, l'imposta principale di successione deve essere sempre calcolata, per quanto riguarda i beni mobili, sul valore presunto, mentre l'imposta complementare deve essere liquidata sulla

differenza fra il valore presunto e quello dichiarato ( Cass 25.2.2008 nr 4751).

Si deve dunque ritenere illegittima la pretesa del fisco di calcolare la percentuale presuntiva del dieci per cento sull'attivo ereditario alla luce di importi dichiarati 'superiori' alla suddetta percentuale.

Diversamente opinando si verrebbe a determinare una doppia tassazione, in quanto il 10% verrebbe conteggiato su somme di denaro già dichiarate.

 

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