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Prima casa: può essere bloccata l'asta nei confronti della banca?

La risposta è affermativa.

 

La recente legge 19 dicembre 2019, n. 157, già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre 2019, all'art. 41 bis, 

prevede la possibilità di sospendere la procedura esecutiva che abbia ad oggetto il mancato pagamento del mutuo

ipotecario  per la prima casa, concesso dalla Banca..

 

Secondo la nuova legge,  il debitore-consumatore (quindi persona fisica) può richiedere la rinegoziazione  del

mutuo in essere ovvero un finanziamento, con surroga  nella  garanzia ipotecaria esistente, ad una banca terza, il cui ricavato deve  essere utilizzato per estinguere il mutuo in essere,  con  assistenza  della garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa, e  con il beneficio dell'esdebitazione per il debito residuo. 

 

Sono richieste, tuttavia, altre condizioni particolarmente stringenti, ecco le principali: 

 

-  il  debitore  abbia rimborsato almeno  il  10  per  cento  del  capitale  originariamente finanziato   alla   data   della   presentazione   dell'istanza    di rinegoziazione e sia pendente un'esecuzione immobiliare sul bene oggetto di

ipoteca per il credito, il cui pignoramento sia stato notificato  tra la data del 1° gennaio 2010 e quella del 30 giugno 2019;

 

-Inoltre non  vi  siano  altri  creditori  intervenuti  oltre   al creditore  procedente  o,  comunque,  sia  depositato,  prima   della presentazione dell'istanza di rinegoziazione,  un  atto  di  rinuncia dagli altri creditori intervenuti; 

 

 -l'istanza sia presentata per la  prima  volta  nell'ambito del  medesimo  processo  esecutivo  e  comunque  entro   il   termine perentorio del 31 dicembre 2021; 

 

 -il debito complessivo  calcolato  ai  sensi  dell'articolo 2855 del codice  civile  nell'ambito  della  procedura   non  sia

superiore a euro 250.000; 

 

-l'importo offerto non sia inferiore al 75  per  cento  del prezzo base della successiva asta ovvero del  valore  del  bene  come determinato nella consulenza tecnica d'ufficio nel caso in cui non vi sia stata la fissazione dell'asta. Qualora il debito complessivo  sia inferiore al 75 per cento dei predetti valori, l'importo offerto  non puo' essere inferiore al debito per capitale e interessi calcolati ai sensi della lettera g), senza applicazione della percentuale  del  75 per cento; 

 

- il rimborso dell'importo rinegoziato o finanziato  avvenga con una dilazione non superiore a trenta anni decorrenti  dalla  data di sottoscrizione dell'accordo di rinegoziazione o del  finanziamento e comunque tale che la sua  durata  in  anni,  sommata  all'eta'  del debitore, non superi tassativamente il numero di 80; 

 

-  il debitore rimborsi integralmente le spese liquidate  dal giudice, anche a titolo di rivalsa, in favore del creditore; 

 

 -  non sia pendente nei riguardi del debitore  una  procedura di risoluzione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 27 gennaio 2012, n. 3. 

    

 A seguito di  apposita  istanza  congiunta,  presentata  dal debitore e dal creditore, il giudice dell'esecuzione,  ricorrendo  le condizioni di cui al comma 2, sospende l'esecuzione  per  un  periodo massimo di sei mesi. 

 

 

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