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Il conguaglio fra donatari integra un patto successorio?

Interessante pronuncia della Cassazione (n.24291/15) con la quale la Corte  riforma la  decisione sia della Corte d'Appello che del Tribunale di Perugia, affermando che la pattuizione fra donatari, beneficiari entrambi di una donazione da parte del genitore, volta a riequilibrare  i valori delle due donazioni, non integra patto successorio.

 

La fattispecie. vedeva  due sorelle le quali avevano sottoscritto una scrittura con la quale una si obbligava verso l'altra a versare il conguaglio del maggior valore della proprietà ricevuta in donazione dalla madre  rispetto all'altra figlia.

 

Ebbene la Suprema Corte  non ha condiviso le motivazioni dei giudici di merito, accogliendo il ricorso della sorella titolare del credito, precisando che l'obbligazione assunta nella scrittura privata non conteneva alcuna rinuncia della sorella, legittimaria, ai diritti spettanti sulla futura successione della madre, non facendosi  nessun riferimento  al patrimonio ereditario nella sua consistenza alla morte della donante, mentre l'accordo riguardava i beni ricevuti in vita. 

 

Viene precisato che la rinuncia ai diritti sulla futura eredità deve essere espressa in modo non equivoco anche considerando che, ai fini della determinazione della porzione disponibile e delle quote riservate ai legittimari, occorre avere riguardo alla massa costituita da tutti i beni che appartenevano al "de cuius" al momento della morte - al netto dei debiti - maggiorata del valore dei beni donati in vita dal defunto; pertanto, siffatta lesione intanto può configurarsi in quanto sia verificata con riferimento alla consistenza del patrimonio al momento della morte de de cuius, momento fino al quale esso può incrementarsi per successivi acquisti.

 

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