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Come si configura l'accettazione tacita dell'eredità?

In una recentissima sentenza della Corte di Cassazione, (n. 1438  del 22.1.2020), si ribadisce il consolidato orientamento secondo il quale  per aversi accettazione tacita di eredità,  il chiamato all'eredità deve compiere un atto che presuppone la sua volontà di accettare e che non avrebbe diritto di compiere se non nella qualità di erede.

 

Può essere desunta anche dal comportamento del chiamato, che abbia posto in essere una serie di atti incompatibili con la volontà di rinunciare o che siano concludenti e significativi della volontà di accettare; ne consegue che, mentre sono inidonei allo scopo gli atti di natura meramente fiscale, come la denuncia di successione, l'accettazione tacita può essere desunta dal compimento di atti che siano al contempo fiscali e civili, come la voltura catastale, che rileva non solo dal punto di vista tributario, ma anche da quello civile» (Cass. n. 22317/2014; n. 10796/2009; n. 5226/2002; n. 7075/1999). 

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