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Pensione di reversibilità: Il convivente può beneficarne?

La risposta pare affermativa, o per lo meno, il Tribunale di Foggia con una sentenza pronunciata nel mese di ottobre del 2019, ha accolto la domanda della convivente di una coppia omosessuale riconoscendo il diritto di ottenere la liquidazione della pensione di reversibilità, nonostante le due non fossero unite civilmente.

 

Come è noto la pensione di reversibilità viene riconosciuta in caso di decesso  ai coniugi, anche separati, oltre al caso dei divorziati titolari di assegno di mantenimento.

 

La sentenza del Tribunale di Foggia,  pertanto, è considerata innovativa perchè ha condannato l’Inps a corrispondere una pensione di reversibilità ad una  coppia non coniugata o unita civilmente prima del 2016, anno in cui entrava in vigore la legge  n.76. detta Cirinnà. 

 

L’innovazione è quella di equiparare il matrimonio alla convivenza, ancorchè non registrata ed a prescindere dall' ’orientamento sessuale: nel caso specifico le conviventi avevano fatto un testamento nominandosi eredi reciprocamente  ed avevano espresso la volontà di registrare la loro unione, quando ancora la legge non era entrata in vigore.

 

 

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