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I creditori dell'eredità possono rifarsi sul legato?

La risposta è affermativa, con queste precisazioni.

 

Di regola il legato riceve automaticamente quanto lasciato dal testatore, senza bisogno di accettazione, e non risponde dei debiti poiché la sua successione sarà a titolo particolare e non a titolo universale, come avviene per l'erede, il quale, per effetto dell'accettazione dell'eredità, "fonde" il proprio patrimonio con quello del de cuius.

 

Tuttavia,  a prescindere dal fatto che al legatario possono essere imposti pesi nell'attribuzione particolare di ciò che gli viene lasciato (esempio ristrutturare l'immobile oggetto del legato), esistono solo due eccezioni previste dalla legge  in cui il creditore dell'eredità può coinvolgerlo nei debiti:

 

-la prima, si ha nel caso di accettazione con il beneficio di inventario da parte degli eredi ed insufficienza dell'asse ereditario, nel quale caso, i creditori non soddisfatti possono rivalersi sui legatari nella misura in cui sono stati pagati (art. 495, comma 2 c.c.).

 

-la seconda, si ha nel caso in cui i creditori possono chiedere la separazione dei beni oggetto del legato, nel qual caso, al legatario è consentito ottenere il valore equivalente al proprio legato, con preferenza sui legatari non separatisti e sui creditori dell'erede.

 

Sono ipotesi eccezionali che comunque espongono il legatario a valutare anche se rinunciare espressamente al legato.

Sul punto, per approfondimenti, si veda Cass. Civ. 21.03. 2016, n.5550.

 

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