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E' tutelato il diritto di abitazione del coniuge superstite?

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (15667/2019) prende in esame una fattispecie particolare, vale a dire il caso in cui il testatore attribuisca ad altri, oltre al coniuge, il diritto di abitazione nella casa familiare.

 

Ebbene. la Suprema Corte chiarisce che il diritto di abitazione compreso l'uso dei mobili all'interno della casa familiare, di cui all'art. 540 2 comma, c.c., si costituisce automaticamente in capo al coniuge superstite all'apertura della successione, a prescindere dalla disposizione testamentaria ed a prescindere che tale diritto sia stato riconosciuto anche ad altri..

 

Ciò significa che il coniuge non dovrà impugnare il testamento, poichè  tali diritti gli spettano per legge e quindi senza necessità di ricorrere all'azione di riduzione per rivendicare ciò che gli spetta di diritto.

 

Peraltro, la sentenza precisa che, essendo nel caso specifico stato attribuito anche ad altri il diritto di abitazione, con ciò non escludendo totalmente il coniuge, quest'ultimo non è tenuto a rinunciare al legato costituito in suo favore in quanto assorbito nei legati previsti dalla legge, vale a dire il diritto di abitazione pieno ed il diritto all'uso degli arredi.

 

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