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E'impignorabile la quota di una società semplice?

La risposta pare affermativa.

 

Come ha chiarito già da diversi anni  la Cassazione (n. 15605 del 07/11/2002),"le quote delle società di persone non possono,quanto meno in linea di principio, essere espropriate finché dura la società a beneficio dei creditori particolari dei soci....

 

Il principio non è enunciato espressamente in alcuna disposizione di legge, ma si desume con sicurezza dalla disciplina complessiva delle società di persone, tradizionalmente ispirata all'esigenza che i rapporti fra i soci siano caratterizzati da un elemento fiduciario (il c.d. intuitus personae), il quale implica che, salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, le partecipazione sociale può essere trasferita solo con il consenso di tutti i soci, ovvero di quelli che rappresentano la maggioranza del capitale sociale (artt. 2252, 2284, 2322 c.c.).

 

L'espropriazione della quota, comportando l'inserimento nella compagine sociale di un nuovo soggetto, prescindendo dalla volontà degli altri soci, introdurrebbe un elemento di "novità" incompatibile con i caratteri di tale tipo di società e tale principio è stato ribadito anche di recente dalla giurisprudenza di merito e da ultimo dalla Suprema Corte, (Cass. n.36760/2017). 

 

Ciò significa che le società semplici proprietarie di immobili di famiglia possono essere una valida alternativa sul piano della protezione alla mera comproprietà di beni immobili intestati a persone fisiche, poichè, in questo caso, i debiti del singolo comproprietario si possono ripercuotere sull'intero bene, cosa che non può avvenire per le società di persone.

  

 

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