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In caso di conto cointestato, è sequestrabile la quota o l'intero?

La risposta pare orientata sul sequestro dell'intero, anche se poi l'altro contitolare potrà rimediare..

 

La Cassazione, in una recentissima pronuncia (Cass. 12.2.2020 n.5523) ha affermato, richiamando un indirizzo costante nel tempo  (cfr. da ultimo Sez. 6,n. 24432 del 18/04/2019), che  in tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per sproporzione, eseguito su conto corrente cointestato all'indagato ed a soggetto estraneo al reato, la misura cautelare si estende all'intero importo in giacenza, senza che a tal fine rilevino presunzioni o vincoli posti dal codice civile (art. 1289 e 1834), regolativi dei rapporti interni tra creditori e debitori solidali, ma è fatta salva la facoltà per il terzo di dimostrare l'esclusiva titolarità di tali somme e la conseguente illegittimità del vincolo. 

 

Si tratta, quindi, di una tutela preventiva massima  che ha evidentemente una iniziale preferenza sull'altro contitolare, il quale, peraltro, il più delle volte, non è nelle condizioni di provare la sua titolarità sostanziale delle somme, specie se si tratta, in realtà, di effettiva titolarità del debitore pignorato.

Per esempio in campo civilistico, spesso accade  che il creditore pignori il conto, a volte anche per non sapendo della cointestazione, poi in sede di assegnazione deciderà il giudice l'importo; ciò significa che l'altro cointestatario, non debitore,  per tutelarsi dovrà comunque fare un'opposizione di terzo all'esecuzione.

 

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