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Pensione di reversibilità: quali criteri di ripartizione fra coniuge ed ex coniuge

Pensione di reversibilità: quali criteri di ripartizione fra coniuge ed ex coniuge

Interessante sentenza del Tribunale di Salerno, del 7.1.2020, in ordine ai criteri di ripartizione della pensione di reversibilità fra coniugi.

 

Il Tribunale ha precisato che  i criteri di attribuzione delle quote della pensione di reversibilità, accanto al criterio primario della durata dei matrimoni di cui all'art. 9, comma 3, L. n. 898 del 1970,vadano considerati l'ammontare dell'assegno riconosciuto al coniuge divorziato prima del decesso dell'ex coniuge, le condizioni economiche di ciascun coniuge, nonché la durata delle rispettive convivenze prematrimoniali, che dovranno essere ora parimenti applicati alle parti delle unioni civili (v. Cass. civ., sez. I, 21 settembre 2012, n. 16093; Cass. civ., sez. I, 21 giugno 2012, n. 10391; Cass., sez. I, 10 ottobre 2003, n. 15164).

 

In particolare, per quanto attiene alla durata dei rispettivi vincoli matrimoniali, che comunque resta uno dei parametri principali dal quale muovere per la ripartizione, fatta salva l'applicabilità dei correttivi di tipo equitativo che possono anche prevalere su quello della durata (cfr. Cass. civ., 28 novembre 2011 n. 25147), occorre far riferimento non già al rapporto formale ma anche alla convivenza prematrimoniale al fine di riferire il criterio temporale all'effettiva comunione di vita del de cuius con le due mogli stante la parificazione ormai consolidata che assimila la convivenza more uxorio al rapporto matrimoniale: da ciò consegue che deve ritenersi possibile discostarsi da un rigido criterio

basato unicamente sulla durata del matrimonio legale, comprendente anche il periodo successivo alla separazione fino alla sentenza di divorzio, allorché sia notevole lo scarto fra matrimonio e convivenza effettiva ed a tale scarto corrisponda una concomitante convivenza "more uxorio" della nuova coppia (Cass. civ., sez. I, 15 ottobre 2012, n. 17636; Cass. civ., sez. I, 18 agosto 2006, n. 18199; Cass. civ.,sez. I, 22 dicembre 2005, n. 28478).

 

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