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Decreto Rilancio: quali incentivi per la capitalizzazione delle società?

Decreto Rilancio: quali incentivi per la capitalizzazione delle società?

Il  “D.L. Rilancio” prevede un  incentivo straordinario   finalizzato   a   “premiare”   la   capitalizzazione   di   determinate   società   ed  altri   soggetti, espressamente indicati dalla norma.

La norma citata punta a premiare il vero e proprio rafforzamento patrimoniale delle aziende e non, quindi, il semplice finanziamento delle stesse, attraverso una serie di condizioni di cui si deve tenere debitamente conto.

Vediamo in seguito la sintesi del provvedimento.

 

A chi spetta:

Il credito d’imposta spetta ai soggetti che deliberano aumenti di capitale sociale a pagamento in:

SpA, Sapa, Srl, Srls, società cooperative, società europee, società cooperative europee, stabili organizzazioni di soggetti residenti in Stati europei o SEE. 

Sono esclusi dal beneficio: intermediari finanziari, società di partecipazione, assicurazioni.

Il credito d’imposta spetta per aumenti di capitale a pagamento deliberati e integralmente versati, dal 19 maggio 2020 ed entro il 31 dicembre 2020.

 

Requisiti

Tra i principali requisiti che i soggetti beneficiari dell’aumento di capitale devono rispettare rientrano:

essere regolarmente costituiti ed iscritti nel registro delle imprese,

-avere sede legale in Italia;

-presentare ricavi relativi al 2019 superiori ad euro 5.000.000 (a euro 10.000.000 se risultano avere obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione sottoscritte, entro il 31 dicembre 2020, dal Fondo Patrimonio PMI) e fino a euro 50.000.000. Se la società appartiene ad un gruppo si fa riferimento ai ricavi consolidati senza i ricavi realizzati all’interno del gruppo;

-avere subito a causa del Covid-19, nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva dei ricavi, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di misura non inferiore al 33% (per gli appartenenti ad un gruppo vale quanto sopra ossia si fa riferimento ai ricavi consolidati senza i ricavi realizzati all’interno del gruppo),

-avere deliberato ed eseguito, dopo l’entrata in vigore del “Decreto Rilancio” (19.05.2020) ed entro il 31 dicembre 2020, un aumento di capitale a pagamento integralmente versato;

-alla data del 31 dicembre 2019 non devono rientrare tra le imprese in difficoltà ai sensi dei regolamenti europei,

-si devono trovare in una situazione di regolarità contributiva e fiscale,

-si devono trovare in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell'ambiente,

-non devono rientrare tra le società che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti ritenuti illegali o incompatibili dalla Commissione europea,

-non si devono trovare in presenza di misure ostative di cui all’articolo 67 del DLGS 159/2011, ossia con applicazione di provvedimento definitivo di una delle misure di prevenzione personali applicate dall'autorità giudiziaria,

-non deve essere intervenuta, nei confronti degli amministratori, dei soci e   del titolare effettivo, condanna definitiva, negli ultimi cinque anni, per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell'evasione in materia di imposte sui redditi e Iva.

 

Il credito d’imposta

Per aumenti di capitale compresi tra un minimo di € 250.000 e € 2.000.000 spetta un credito di imposta pari al 20,00% dell’aumento di capitale deliberato e versato.

Il credito d’imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di effettuazione dell'investimento e in quelle successive fino a quando non se ne conclude l'utilizzo nonché, a partire dal  decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di effettuazione dell'investimento, anche in compensazione.

 

Decadenza e limiti

Comporta la decadenza dal credito d’imposta la distribuzione di riserve di qualsiasi tipo prima del 31 dicembre 2023, con l’obbligo di restituzione di quanto detratto con gli interessi legali.

Inoltre, la partecipazione derivante dal conferimento deve essere detenuta fino al 31 dicembre 2023.

Non possono beneficiare del credito d'imposta le società che controllano direttamente o indirettamente la società conferitaria, sono sottoposte a comune controllo o sono collegate con la stessa ovvero sono da questa controllate.

 

A cura del Dott.Bruno Sesti 

Commercialista -Bergamo 

 

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