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Crisi della liquidità delle PMI: cosa valutare?

Crisi della liquidità delle PMI: cosa valutare?

Secondo gli stress test condotti da Modefinance, la prima agenzia di rating Fintech d’Europa, il 65% delle PMI italiane sono a rischio default nel caso si verificasse lo scenario più negativo che prevede una contrazione generalizzata dei fatturati di almeno il 10%. 

 

Si tratta di quelle aziende con rating intermedio, tra B e BBB, che rappresentano la stragrande maggioranza delle PMI italiane.

 

Nella simulazione effettuata su un campione di 187.000 PMI italiane con un fatturato compreso tra 2 e 50 milioni di euro sono stati ipotizzati due possibili scenari (oltre a quello attuale di partenza): 

 

-il primo, moderatamente negativo, ipotizza una contrazione del fatturato del 4% per tutti i settori e le imprese di cui è composto il campione; 

 

-il secondo, gravemente negativo, prevede una contrazione del fatturato che si attesta in media in almeno il 10% per tutte le imprese italiane, a prescindere dal settore, comprendendo anche quelle aziende non, o meno, colpite dall’ emergenza (ad esempio grande distribuzione e farmaceutico).

 

La maggior parte delle aziende, circa il 65% del campione, si caratterizza per un merito creditizio di livello intermedio (da B a BBB) e sono quelle che, in entrambi gli scenari, subiscono il contraccolpo maggiore. 

 

Per queste imprese l’impatto più rilevante, in merito all’aumento della probabilità di default, si ha nel passaggio dallo stato attuale allo scenario moderatamente negativo: l’effetto Covid raddoppia la probabilità di default. 

 

Nel passaggio allo scenario gravemente negativo, le probabilità aumentano di un ulteriore 50%.

 

Gli effetti della crisi sulle singole aziende possono tuttavia essere differenti da quanto le analisi macroeconomiche lascino intendere.

 

In quest’ottica l’imprenditore deve attentamente valutarne le conseguenze sulla propria attività tramite l’analisi dei seguenti aspetti fondamentali:

 

-misurazione dell’impatto sul fatturato e sui flussi di cassa del rallentamento della produzione;

-stima dei possibili ritardi nei pagamenti della clientele per prevenire eventuali carenze di liquidità;

-valutazione della propria capacità di indebitamento e delle relative strategie di credito;

-verifica delle conseguenze sul ciclo monetario di possibili intoppi nella filiera produttiva;

-verifica che le tempistiche del ciclo monetario siano nella norma con quelle di settore.

 

La revisione ed ottimizzazione della gestione del circolante può pertanto migliorare la liquidità dell’impresa contenendo il suo fabbisogno finanziario, rendendo non più procrastinabile, stante la stringente necessità di liquidità delle imprese, l’analisi del proprio ciclo monetario.

 

A cura del Dott.Bruno Sesti

Commercialista- Bergamo 

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