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Il patto fiduciario di ritrasferire un immobile deve avere la forma scritta a pena di nullità?

Il patto fiduciario di ritrasferire un immobile deve avere la forma scritta a pena di nullità?

ll caso vedeva una persona (fiduciante) che aveva comprato con denaro proprio un immobile, poi intestato a parenti, (fiduciari), i quali si erano  impegnati al ritrasferimento in un secondo tempo, impegno poi non onorato dai fiduciari.

 

A conferma dell'inadempimento, il fiduciante presentava in giudizio  due scritture private in cui i fiduciari davano atto che il vero proprietario del fabbricato era il fiduciario  e si impegnavano al trasferimento in suo favore o alla persona da questi  indicata.

 

In estrema sintesi, il Tribunale accoglieva la domanda ed anche la Corte d'Appello seguiva la stessa tesi, respingendo l'appello, 

 

Proposto il ricorso per Cassazione, la ricorrente contestava principalmente la contraddittorietà della sentenza impugnata, che pur invocando la nullità del patto fiduciario per difetto di forma scritta ed escludendo che l’atto ricognitivo con valore confessorio di ritrasferire il bene immobile da parte dei fiduciari fosse idoneo a provare la proprietà sui beni immobili, riconosceva valenza di dichiarazione negoziale unilaterale alla parte di scrittura in cui l’intestataria si impegnava a trasferire il bene a semplice richiesta.

 

I giudici avrebbero quindi dovuto rilevare la nullità della scrittura privata contenente l’impegno a ritrasferire il bene, per carenza dell’elemento causale.

 

La rimessione alle Sezioni Unite scioglie un contrasto nel quale, l’orientamento prevalente, vedeva la forma scritta a pena di nullità se il negozio riguarda diritti immobiliari, al cospetto di un orientamento minoritario nel quale  a fronte di un pactum fiduciae concluso anche verbalmente, ritieneva sufficiente una dichiarazione unilaterale scritta contenente l’impegno del fiduciario a trasferire al fiduciante (o a un terzo da lui indicato) la proprietà di uno o più beni immobili in esecuzione del precedente accordo.

 

Tale dichiarazione consentirebbe la conservazione del preesistente rapporto, costituendo anche un’autonoma fonte di obbligazione per chi la sottoscrive, suscettibile di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. a patto che l’immobile sia esattamente individuato, con indicazione dei confini e dei dati catastali.

 

Le sezioni unite con la sentenza n.6459/2020, condivide l'orientamento minoritario  precisando  che  il patto fiduciario con oggetto immobiliare che s'innesta su un acquisto effettuato dal fiduciario per conto del fiduciante,  non richiede la forma scritta  ad substantiam; ne consegue che tale accordo, una volta provato in giudizio, è idoneo a giustificare l'accoglimento della domanda di esecuzione specifica dell'obbligo di ritrasferimento gravante sul fiduciario.»;

«La dichiarazione unilaterale scritta del fiduciario, ricognitiva dell'intestazione fiduciaria dell'immobile e promissiva del suo ritrasferimento al fiduciante, non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma, rappresentando una promessa di pagamento, è da considerarsi, ai sensi dell'art. 1988 cod. civ., un'astrazione processuale della causa, con conseguente esonero a favore del fiduciante, dell'onere della prova del rapporto fondamentale, che si presume fino a prova contraria.»

 

 

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