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Quando il convivente more uxorio può pretendere il rimborso delle spese?

Quando il convivente more uxorio può pretendere il rimborso delle spese ?

La Corte di Cassazione con la sentenza in commento, n.11303, del 12.06.2020, si occupa della natura delle obbligazioni all'interno della convivenza more uxorio, precisando che il convivente non può pretendere la restituzione di quanto pagato o versato durante la convivenza, salvo che sia di importo particolarmente rilevante.

 

La sentenza poi censurata in Cassazione, aveva affermato che  l'importo delle operazioni effettuate, del valore superiore alle centinaia di milioni delle vecchie lire (nel vigore del precedente corso legale) e comunque superiore a centinaia di migliaia di euro non poteva essere ricondotta all'adempimento di un dovere morale e sociale, così da rientrare nella previsione di irripetibilità di cui all'art. 2034 cod. civ., in quanto esorbitante (dalle esigenze familiari e che non rispettano i minimi di proporzionalità ed adeguatezza di cui all'art.2034 cod. civ. Tale conclusione  della sentenza impugnata era, peraltro, coerente con l'affermazione dell'orientamento costante della Corte di Cassazione,

secondo il quale (Cass. n. 3713 del 13/03/2003 Rv. 561116 - 01):

 

«Un'attribuzione patrimoniale a favore del convivente "more uxorio"configura l'adempimento di un'obbligazione naturale a condizione che la prestazione risulti adeguata alle circostanze e proporzionata all'entità del patrimonio e alle condizioni sociali del solvens». «L'azione generale di arricchimento ha come presupposto la locupletazione di un soggetto a danno dell'altro che sia avvenuta senza giusta causa, sicché non è dato invocare la mancanza o l'ingiustizia della causa qualora l'arricchimento sia conseguenza di un contratto, di un impoverimento remunerato, di un atto di liberalità o dell'adempimento di un'obbligazione naturale. È, pertanto, possibile configurare l'ingiustizia dell'arricchimento da parte di un convivente more uxorio nei confronti dell'altro in presenza di prestazioni a vantaggio del primo esulanti dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza - il cui contenuto va parametrato sulle condizioni sociali e patrimoniali dei componenti della famiglia di fatto - e travalicanti i limiti di proporzionalità e di adeguatezza». 

 

 

 

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