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Il legato di abitazione per il coniuge superstite a quale bene si estende?

Il legato di abitazione per il  coniuge superstite a quale bene si estende?

La Corte di Cassazione con la sentenza in commento, n.12042, del 22.6.2020, si occupa dell'estensione del legato di abitazione per il coniuge superstite, in una fattispecie nella quale l'immobile era in comproprietà con il coniuge deceduto, ma l'abitazione domestica era circoscritta ad uno dei due appartamento  esistenti nel fabbricato.

 

La Corte nel premettere che nella successione legittima i diritti del coniuge si acquistano automaticamente secondo la regola dei legati di specie (art. 649 c.c.) (Cass., S.U., n. 4847/2013), afferma che l'automaticità dell'acquisto fa sì che, sin dall'apertura della successione, sia compresa nella comunione la sola nuda proprietà dell'alloggio. I coeredi, nudi proprietari, non hanno diritti dipendenti dal mancato godimento dell'immobile, che compete al coniuge.

 

Viene precisato, altresì, che  la misura dell'acquisto non è definita in relazione ai bisogni dell'abitatore, non  applicandosi l'art. 1022 c.c. (Cass. n.6231/2000; n. 2263/1999). 

 

L'oggetto del diritto di abitazione del coniuge è definito invariabilmente  dalla misura in cui la casa di proprietà del defunto era destinata a residenza familiare. 

 

La giurisprudenza di legittimità ha avuto cura di precisare che «Il diritto di abitazione, che la legge riserva al coniuge superstite (art.540, secondo comma, cod. civ.), può avere ad oggetto soltanto l'immobile concretamente utilizzato prima della morte del de cuius come residenza familiare. 

 

Il suddetto diritto, pertanto, non può mai estendersi ad un ulteriore e  diverso appartamento, autonomo rispetto alla

sede della vita domestica, ancorché ricompreso nello stesso fabbricato, ma non utilizzato per le esigenze abitative della comunità familiare» (Cass. n.4088/2012).

 

 

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