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Sopravvenuta edificabilità del terreno donato e miglioramenti, quali i criteri di imputazione?

Sopravvenuta edificabilità del terreno  donato e miglioramenti, quali i criteri di imputazione?

In caso di vendita di un terreno donato, da parte del donatario e successiva trasformazione della destinazione da agricolo ad edificabile, come avviene l'imputazione ai fini della collazione?      

Deve considerarsi il valore al momento della donazioni, dell'apertura della successione e, in quest'ultimo caso, deve rivalutarsi il valore del bene per essere divenuto edificabile? 

                   

La Corte di Cassazione in una sentenza del 6.10.2016 n.20041, prende posizione sul criterio di imputazione ai fini della collazione di un terreno non edificabile al momento della donazione, poi divenuto tale, non solo al momento dell'apertura della successione, ma anche dopo l'alienazione da parte del donatario.                                                                                                                        

La Corte non esita a confermare che la valutazione debba essere fatta all'epoca dell'apertura della successione; il coerede donatario aliena a proprio rischio ove ceda il bene oggetto della collazione prima di quel momento.

Stabilisce l'art. 747 c.c. che la collazione per imputazione si fa avuto riguardo al valore dell'immobile al tempo dell'aperta successione. 

La collazione per imputazione costituisce una fictio iuris, per effetto della quale il coerede che, a seguito di donazione operata in vita dal de cuius, abbia già anticipatamente ricevuto una parte dei beni a lui altrimenti destinati solo con l'apertura della successione, ha diritto a ricevere beni ereditari in misura ridotta rispetto agli altri coeredi, tenuto conto del valore di quanto precedentemente donatogli: valore determinato al detto momento dell'apertura della successione, senza che i beni oggetto della collazione tornino materialmente e giuridicamente a far parte della massa ereditaria, incidendo i medesimi esclusivamente nel computo aritmetico delle quote da attribuire ai singoli coeredi secondo la misura del diritto di ciascuno (Cass. 30 luglio 2004, n. 14553, in motivazione; Cass. 27 febbraio 1998, n. 2163). 

 

Altro discorso vale per i miglioramenti apportati dal donatario. Stabilisce infatti l'art. 748 c.c. che si deve dedurre a favore del donatario il valore delle migliorie apportate al fondo nei limiti del loro valore al tempo dell'aperta successione.  

 

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