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Fondo patrimoniale: può essere accolta la revocatoria anche se il credito risulta diminuito?

Fondo patrimoniale: può essere accolta la revocatoria anche se il credito risulta diminuito?

La risposta pare affermativa.

 

La sentenza della Corte di Cassazione, n.26310 del 29 settembre 2021, accoglie il ricorso della società di Riscossione circa la domanda volta alla revocatoria di un fondo patrimoniale costituito dai coniugi, dopo che questi ultimi  erano riusciti in sede di appello a far respingere la pretesa sul presupposto che il credito originario si era ridotto per tutta una serie di motivi, anche con riferimento all'accoglimento di ricorsi che avevano portato all'annullamento di diverse cartelle esattoriali, ovvero per essere state notificate  dopo la costituzione del fondo.

 

In proposito la Corte, nell'accogliere il ricorso, preciserà  che  l'azione revocatoria, ai sensi dell'art. 2902 cod. civ., "giova soltanto al creditore che l'ha proposta, il quale, ottenuta la dichiarazione di inefficacia, può promuovere le azioni conservative o esecutive sui beni che formano oggetto dell'atto impugnato, osservando le forme prescritte dall'art. 602 e segg. del codice di procedura civile", precisando pure che i beni alienati "non rientrano nel patrimonio del debitore, ma la revoca è pronunciata col solo effetto di assoggettarli alle azioni del creditore danneggiato".

 

L'effetto di ricostituzione della garanzia patrimoniale, dunque, costituisce una "fictio iuris", atteso che ciò che si vuole soprattutto assicurare, agendo a norma dell'art. 2901 cod. civ., è la "fruttuosità dell'esecuzione" (circostanza, quest'ultima, cui danno rilievo, in particolare, Cass. Sez. 3, sent. 9 marzo 2006, n. 5105, Rv. 588696-01 e Cass. Sez. 3, sent. 29 marzo 1999, n. 2971, Rv. 524689-01; Cass. Sez. 2, sent. 18 febbraio 1991, n. 1691, Rv. 470965-01), non invece la possibilità di conseguire un'iscrizione ipotecaria.

 

Pertanto è irrilevante l'accertamento che il credito vantato si sia ridotto rispetto a quello originariamente vantato.

 

La notificazione di alcune cartelle di pagamento, successive alla costituzione del fondo, non rileva ai fini della prova della consapevolezza, in capo al debitore, del carattere pregiudizievole dell'atto dispositivo posto in essere, essendo a tal fine sufficiente il semplice fatto che il medesimo fosse conscio di non aver pagato i tributi iscritti a ruolo.

 

Avv. Francesco Frigieri 

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