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Può essere escluso il diritto di abitazione del coniuge superstite?

Può essere escluso il diritto di abitazione del coniuge superstite?

Il Tribunale di Palermo con una recente sentenza del 20.7.2020 ha dato lo spunto per discutere nuovamente del riconoscimento del  diritto di abitazione, peraltro previsto dalla  legge, ex art. 540 c.c., 2 comma, al coniuge superstite, oltre all'uso degli arredi.

 

Si tratta, come è noto, di un legato che spetta  al coniuge  a prescindere dal conseguimento della qualità di erede da parte sua e quindi anche in caso di totale sua esclusione dalle volontà testamentarie: un esempio può essere quello nel quale il coniuge nomini nel testamento eredi solo i figli e salti completamente l'altro coniuge. Quest'ultimo  avrebbe comunque il diritto di abitazione nella casa familiare.

 

Diverso discorso, secondo una certa tesi dottirnale che qui  si condivide, si avrebbe se per testamento il coniuge istituisse come legatario  l'altro  lasciando allo stesso in sostituzione di legittima altri beni diversi dalla casa coniugale. In questo caso se il coniuge non rinunciasse al legato, sarebbe tacitato dei propri diritti di erede e quindi escluso anche dal diritto di abitazione e dall'uso degli arredi.

 

Il Tribunale di Palermo, tuttavia, non sposa la tesi,  pervenendo ad una soluzione favorevole al coniuge, vale a dire riconoscendogli comunque il diritto di abitazione, anche in caso di legato in sostituzione di legittima..

 

Si ritiene, tuttavia, che il coniuge non possa conseguire il diritto di abitazione  previsto dall’art. 540, 2 comma, qualora non abbia rinunciato al legato in sostituzione di legittima.

 

 

Un esempio potrebbe essere quello di attribuire la casa coniugale ai figli e lasciare altri beni, come ad esempio, la liquidità al coniuge superstite, in sostituzione di legittima, qualora quest'ultimo non abbia interesse a rinunciarvi.

 

In conclusione, alla domanda di questo post, si  potrebbe rispondere affermativamente attraverso l'istituzione testamentaria di un legato al coniuge superstite  in sostituzione di legittima, sperando che non vi rinunci e pretenda la sua quota di legittima, comprensiva anche del diritto di abitazione.

 

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