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Esenzione ICI/IMU per Il coniuge separato,anche di fatto?

Esenzione ICI/IMU per Il coniuge separato, anche di fatto?

La risposta pare affermativa.

 

Secondo la recente interpretazione della Corte di Cassazione con la sentenza del 3.11.2020, n.24295, la questione della spettanza, o meno, delle agevolazioni tributarie previste a titolo di ICI, dipende dal verificarsi di una frattura del rapporto fra coniugi.

 

Se, infatti. i due coniugi risiedono in immobili diversi, l'agevolazione non spetta, perchè deve intendersi unica l'abitazione principale della famiglia.

 

Se, per contro, a fronte di una separazione, ancorchè di fatto, i coniugi non convivano più e poi si separino, allora l'agevolazione spetta per entrambi gli immobili.

 

La Corte, infatti,  dopo  aver premesso che l' agevolazione fiscale a titolo di ICI,  per  l'art. 8 del d.lgs. n. 504 del 1992 prevede un beneficio  in relazione all'unità immobiliare adibita ad abitazione principale dal soggetto passivo dell'imposta, il comma 2  chiarisce che "per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente,  che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente".

 

Con riguardo al concetto di "abitazione principale" considerato dalla norma, la  giurisprudenza di legittimità (vedi Cass. Sez. 5 n.14389/2010 in motivazione) ha richiamato quello tradizionale di "residenza della famiglia" desumibile dall' art. 144, comma 1, c.c. ritenendo così legittima l'applicazione al primo dell'elaborazione giurisprudenziale propria della norma codicistica, in particolare del principio per il quale per "residenza della famiglia" deve intendersi il "luogo" di "ubicazione della casa coniugale" perché questo luogo "individua presuntivamente la residenza di tutti i componenti della famiglia", "salvo che" "tale presunzione sia superata dalla prova" che lo spostamento... della propria dimora abituale sia stata causata dal "verificarsi di una frattura del rapporto di convivenza".

 

Pertanto occorre distinguere l'ipotesi in cui due coniugi non separati legalmente abbiano la propria abitazione in due differenti immobili, da quella, in cui risulti accertato che il trasferimento della dimora abituale di uno dei coniugi sia

avvenuto "per la frattura del rapporto di convivenza, cioè di una situazione di fatto consistente nella inconciliabilità della prosecuzione della convivenza, sotto lo stesso tetto, delle persone legate dal rapporto coniugale, con conseguente superamento della presunzione di coincidenza tra casa coniugale e abitazione principale" (per la differenziazione di tali ipotesi vedi Cass., sez. 6-5, 17/5/2018, n. 12050).

 

Nel primo caso, infatti, il nucleo familiare (inteso come unità distinta ed automa rispetto ai suoi singoli componenti) resta unico, ed unica, pertanto,potrà essere anche l'abitazione principale" ad esso riferibile, con la conseguenza che il contribuente, il quale dimori in un immobile di cui sia proprietario (o titolare di altro diritto reale), non avrà alcun diritto all'agevolazione se tale immobile non costituisca anche dimora abituale dei suoi familiari, non realizzandosi in quel luogo il presupposto della "abitazione principale" del suo nucleo familiare.

 

 

Nel secondo caso, invece, la frattura del rapporto di convivenza tra i coniugi, intesa quale separazione di fatto, comporta una disgregazione del nucleo familiare e, conseguentemente, l'abitazione principale" non potrà essere più

identificata con la casa coniugale (vedi da ultimo Cass., Sez. 5, n. 15439/19).

 

 

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