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Fondo patrimoniale, da quando decorre la prescrizione dell'azione revocatoria?

Fondo patrimoniale, da quando decorre la prescrizione dell'azione revocatoria?

Con la sentenza del 16.10.2020, n.22622, la Corte di Cassazione ha ribadito che il termine quinquennale  per esercitare l'azione revocatoria per inefficacia del fondo patrimoniale, decorra dall'annotazione a margine dell'atto

di matrimonio.

 

In mancanza di prova della effettiva conoscenza del terzo dell'atto a lui pregiudizievole, ai fini della decorrenza della prescrizione del suo diritto non assume alcun rilievo la data di costituzione del fondo patrimoniale tra coniugi, nel

caso specifico era avvenuta il 6.10.2010, bensì la data in cui esso era stato reso opponibile ai terzi. 

 

Sul punto la Corte di merito non si era discostata da quanto ritenuto da tempo dalle Sezioni Unite, con la pronuncia n. 21658 del 2009, individuando  nella data di annotazione a margine dell'atto di matrimonio il giorno in cui l'atto di costituzione del fondo patrimoniale diviene opponibile ai terzi, degradando la trascrizione del vincolo per gli immobili, ai sensi dell'art. 2647 cod. civ., a mera pubblicità-notizia che non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile (Cass., Sez. U., Sentenza n. 21658 del 13/10/2009; in senso conforme, Cass., Sez. 1 - , Ordinanza n. 12545 del 10/5/2019; Sez. 3, Sentenza n. 27854 del 12/12/2013). 

 

Nel caso specifico, quindi, l'azione era stata intrapresa tempestivamente, il 26/10/2015, essendo l'atto di annotazione a margine dell'atto di matrimonio (e comunque anche la trascrizione) intervenuto successivamente, ossia il 23 febbraio 2011, e dunque entro il quinquennio previsto dalla legge per l'interruzione del termine.

 

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