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Donazioni genitore-figli, può essere valido il conguaglio fra donatari?

Donazioni genitori-figli, può essere valido il conguaglio fra donatari?

La risposta della Cassazione continua ad essere affermativa, ma si presentano altri interrogativi.

 

Con la sentenza del 23.10.2020, n.23391,  la Corte di Cassazione ha richiamato un precedente orientamento in tema

di conguaglio fra donazioni fatte dal genitore ai figli, ma di valori diversi, con il quale era stato considerato valido un 

accordo fra i figli (nel caso specifico le due sorelle)  volto a compensare in denaro il figlio-donatario (sorella) che aveva ricevuto di meno dal genitore.

 

Già esisteva sul punto la pronuncia sulla medesima controversia da parte della Corte di Cassazione (Cass. 24291/2015) che escludeva la nullità di tale accordo fra sorelle, trattandosi di un atto tra vivi e non certo una rinuncia preventiva alla futura eredità, come tale integrante un patto successorio.

 

Poi la questione, a seguito del giudizio di rinvio alla Corte d'appello di Firenze, ritorna il procedimento  in Cassazione per altri profili di legittimità e la Corte ribadisce incidentalmente il principio che il conguaglio fra i figli non può considerarsi nullo per violazione dei patti successori.

 

Il tema affrontato dalla Corte  non è di secondaria importanza, perchè potrebbe rischiare:

-da un lato,  di essere male interpretato laddove potrebbe far pensare ad una neutralizzazione delle conseguenze negative dei diversi valori delle donazioni ai fini della collazione, ossia quando uno degli eredi viene leso della propria quota di riserva, la cui determinazione in termini quantitativi viene fatta con riferimento ai valori delle donazioni al momento della morte del donante.

-dall'altro, di attivare  interrogativi di difficile risposta sulla causa sottostante il predetto accordo che, se per un verso, è stata esclusa la violazione dei patti successori, per altro verso, non pare di immediata evidenza la ragione dell'accordo e soprattutto, quali effetti avrebbe sulla successiva azione di riduzione.

 

Facendo un esempio, se il caso oggetto di decisione avesse come riferimento la donazione di due terreni, uno dei quali di superficie doppia rispetto all'altro ed i donatari si fossero accordati per compensare fra loro  il diverso valore con un riconoscimento di debito, ma poi uno dei due terreni, diventasse edificabile, cosa succederebbe?

 

Il riconoscimento del debito, estinto attraverso il pagamento del conguaglio, quali conseguenze avrebbe sulla futura azione di riduzione intentata dal figlio che si ritrova il terreno non edificabile e quindi di valore notevolmente più basso?

 

 

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