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Donazioni contemporanee, quale criterio si applica per la loro riduzione?

Donazioni contemporanee, quale criterio si applica per la loro riduzione?

 

Con la sentenza n.29924 del 30.12.2020. la Cassazione chiarisce che di fronte a due donazioni coeve, ossia fatte lo stesso giorno, dal donante a più donatari, nel caso specifico, fra il genitore e due dei quattro figli, senza che  si possa accertare l'ora specifica di ciascun atto, il criterio da applicare per la loro riduzione ai fini della reintegra della quota di legittima, non è quello cronologico,  (dall'ultima poi a seguire le altre) ma proporzionale in base ai valori.

 

 

In causa era stato accertato che il fondo donato fosse unico, appartenente ai medesimi venditori, e che fosse stato

concordato un unico prezzo complessivo, intestato per l'esatta metà a ciascuno dei due figli, ma che non si fosse trattato di un unico contratto.

 

Viene precisato che l'art. 559 c.c. prevede che le donazioni si riducono cominciando dall'ultima e risalendo via via alle anteriori.

 

Se il de cuius ha fatto più donazioni o disposizioni testamentarie, sono soggette a riduzione, fino a esaurimento dei beni che ne formano oggetto, le disposizioni testamentarie; successivamente si passa alle donazioni (art. 555, comma 2, c.c.).

 

Le norme sono volte a presidiare l'irrevocabilità delle donazioni da parte del donante: se fosse consentito ridurre prima le liberalità rispetto alle disposizioni testamentarie, il de cuius, dopo aver compiuto un atto di donazione di per sé non lesivo della legittima, potrebbe renderlo riducibile, disponendo di altri beni per testamento.

 

Anche in caso di più donazioni, queste non si riducono proporzionalmente, ma cominciando dall'ultima e risalendo via via alle anteriori» (art. 559) e ciò sempre allo scopo di preservarne I 'irrevocabilità delle donazioni stesse.

 

 

Per lo stesso motivo l'ereditando non può disporre né in una delle donazioni, né nel testamento, che una donazione posteriore sia ridotta solo quando il valore delle altre non sia sufficiente a integrare la porzione legittima (Cass. n. 13660/2017). Il criterio di riduzione proporzionale è specificamente previsto per le sole disposizioni testamentarie.

L'ordine da seguire nella riduzione delle disposizioni lesive della quota legittima è, inoltre, tassativo ed inderogabile (Cass. 563/1955; Cass. 2202/1968; Cass. 3500/1975; Cass. 22632/2013; Cass. 4721/2016).

 

Detta inderogabilità va, però, intesa nel senso che il legittimario non può far ricadere il peso della riduzione in modo difforme da quanto dispongono gli artt. 555, 558 e 559 c.c.. Questa Corte ha precisato che il legittimario che non abbia attaccato tutte le disposizioni testamentarie lesive non potrà recuperare, a scapito degli altri, la quota di lesione a carico del beneficiario che egli non abbia potuto o voluto convenire in riduzione. Analogamente, se abbia proposto l'azione contro un donatario anteriore, la misura della riduzione si determina comunque al netto di quanto il legittimario avrebbe potuto recuperare dal donatario posteriore (cfr., testualmente, Cass. 17881/2019).

 

Ciò posto, il criterio cronologico di riduzione previsto per le donazioni non può tuttavia operare allorquando si sia in presenza, come nel caso in esame, non già di donazioni successive, ma di più donazioni coeve, per le quali non sarebbe possibile stabilire quale di esse sia anteriore rispetto alle altre (Cass. 1495/1961).

 

Se più donazioni sono state stipulate lo stesso giorno con atti distinti, l'art. 559 c.c. è applicabile solo se i vari rogiti risultino stipulati in ore diverse e sempre che l'orario risulti dal rogito.

 

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