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Polizze Linked, quali le conseguenze se la natura risulta finanziaria?

Polizze Linked, quali le conseguenze se la natura risulta finanziaria?

La decisione del Tribunale di Savona (sentenza n.2 del 4.1.2021) trae origine  da una controversia sorta  fra beneficiari che rivendicavano il loro diritto alla liquidazione dell'indennità derivante da polizze vita nei confronti delle relative compagnie di assicurazione.

 

Più precisamente: 

 

a) da una parte, l'attore principale con il ruolo di legatario (non erede) che invocava il proprio diritto alla liquidazione in forza  appunto di un testamento nel quale era stato fatto  il riferimento a dette polizze; testamento redatto e sottoscritto successivamente  all'acquisto delle polizze stesse.

Il legatario a sostegno della domanda assumeva che il testatore poteva disporre di tale diritto in ragione della natura finanziaria e non assicurativa delle polizze, (non quindi trasferito iure proprio il relativo diritto al beneficiario) o comunque, si intendesse revocata implicitamente la designazione originaria dei beneficiari.

 

b) dall'altra parte, i chiamati in causa e/o intervenuti,  gli eredi legittimi, che invocavano il loro diritto, pro-quota, in forza della designazione generica indicata in polizza, con la frase "eredi legittimi o testamentari".

Gli eredi a sostegno della loro eccezione, assumevano che il loro diritto era stato acquisito iure proprio, talchè il contraente/assicurato non poteva disporne  per testamento.

 

Ebbene, il Tribunale. dopo aver inquadrato la natura mista delle polizze in questione (finanziaria-assicurativa), ha concluso, nel caso specifico,  per la prevalente  connotazione speculativa o di investimento, dopo aver riscontrato:

 

-  una forte e prevalente preordinazione all'investimento e speculazione: in tal senso, tra gli elementi  sintomatici di tale conclusione aveva  annoverato come il premio fosse stato unico (cioè versato dal contraente in un'unica soluzione anticipata);

 

- l'esclusione della garanzia  ab origine del  capitale garantito e/o di rendimento minimo;

 

-il pagamento di importi correlati  alle oscillazioni dei parametri di mercato di riferimento (indicizzazione) e dalla solvibilità dell'emittente;

 

-la consapevolezza del contraente di intendere un'operazione di investimento (come da questionari per la valutazione dell'adeguatezza dei contratti allegati alle singole polizze);

 

-il differimento della  liquidazione  ad un momento successivo all'evento morte previo espletamento di ulteriori passaggi amministrativi (e non in modo automatico alla morte dell'assicurato).

 

Il Tribunale, in questo contesto, ha escluso pertanto l'applicazione delle  prerogative tipiche previste per il contratto di assicurazione sulla vita, quali, ad esempio:

 

- la fuoriuscita delle somme dovute al beneficiario dall'asse ereditario;

 

- la sottrazione delle stesse dalle azioni esecutive e cautelari (impignorabilità ex art. 1923 c.c..);

 

- l'esclusione dallo spossessamento fallimentare;

 

In particolare, il Tribunale, prosegue, poi,  affermando che per la connotazione speculativa di dette polizze, non poteva trovare applicazione neppure l' art. 1920 c.c., con la conseguenza che il contraente ben poteva disporre di esse con una ben maggiore libertà di forme ed operare la sostituzione dei terzi, inizialmente designati quali beneficiati negli eredi testamentari e/o legittimi, senza particolari formalità: a tale proposito, prosegue nella motivazione,  il fatto che al momento della loro stipulazione le  polizze prevedessero tutte quali intestatari "gli eredi testamentari" o "gli eredi testamentari o legittimi", doveva ritenersi  superato dal contenuto del testamento, redatto successivamente; l'iniziale designazione del beneficiario di una polizza assicurativa, anche sulla vita, può sempre essere modificata dal contraente e tale modifica la si può ricavare (in assenza di eventuale necessaria adozione di modalità rigide e formali, criterio che, secondo la Suprema Corte  avrebbe dovuto essere adottato in caso di polizza classica di assicurazione sulla vita), anche indirettamente, come avvenuto nel presente caso, dal contenuto della scheda testamentaria, assolutamente univoco e chiaro nel volere attribuire anche quei prodotti finanziari al legatario, in contrapposizione ed antitesi con quanto era stato indicato dal contraente precedentemente al momento dell'acquisto delle polizze stesse.

 

 

In prima approssimazione, l'argomentazione del Tribunale appare censurabile, non tanto nella parte in cui conclude per la connotazione speculativa finanziaria, quanto per le conseguenze a cui approda., nel momento in cui tratta, da un lato, della libertà delle forme nella designazione dei beneficiari, (il che ci potrebbe stare)  mentre dall'altro, tratta dell'attribuzione dei prodotti finanziari, attraverso il testamento (il che non  ci potrebbe stare).

 

1.La natura finanziaria, infatti,  non escluderebbe  l'inquadramento della polizza nel contratto a favore di terzo di cui agli artt. 1411 e segg. c.c., (di cui l'art. 1920 c.c. non è altro che una specificazione),  talchè il diritto ai beneficiari sarebbe già trasferito per atto tra vivi  sin dall'origine della sottoscrizione della polizza,  seppur con il rischio di revoca, inquadrandosi detti contratti nei negozi trans mortem, dove il decesso dello stipulante si atteggia solo a termine o condizione, ma non a causa del contratto stesso.

 

2.. La natura finanziaria, infatti, non escluderebbe il trasferimento del diritto in capo ai beneficiari fin dalla sottoscrizione, salvo revoca, avvenuta quindi implicitamente per mezzo del testamento.

 

Pertanto,  la sentenza potrebbe convincere soltanto se avesse  voluto argomentare l'interpretazione data alla volontà espressa nel testamento, non in termini di disposizione del diritto sostanziale (anche se parla impropriamente di attribuzione dei prodotti finanziari)  attraverso l'istituzione di un legato,(non verosimile, stante la già avvenuta disposizione del diritto ai beneficiari iure proprio), ma come revoca implicita della designazione dei beneficiari originari; tutto ciò,  nonostante l'accertamento della natura finanziaria/ speculativa delle polizze.

 

 

 Avv. Francesco Frigieri 

 

 

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