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Il Trust auto-dichiarato è soggetto all'imposta di successione?

Il Trust auto-dichiarato è soggetto all'imposta di successione?

 

La risposta pare negativa.

 

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n.16688 del 14/6/2021 prende posizione su una annosa questione relativamente alla tassazione del trust, nella forma autodichiarata, vale a dire quando il disponente coincide con il trustee.

 

Al riguardo, come rilevato dalla stessa pronuncia, si era formato un primo orientamento ancorato sull'interpretazione letterale dell'art. 2, comma 47, d.l. n. 262/2006, nel senso che, oltre alla reintroduzione dell'imposta sulle liberalità sarebbe stata, anche introdotta una nuova autonoma generale imposta «sulla costituzione dei vincoli di destinazione» (con la conseguenza che detti atti andavano sottoposti alla medesima imposta gravante sulle successioni e donazioni).

 

in seguito, tuttavia, si è consolidato  un orientamento di segno opposto, secondo il quale  non può condividersi l'interpretazione letterale dell'art. 2, comma 47 ss., d.l. n. 262 nel senso sopra indicato,  osservandosi che l'unica imposta espressamente istituita è stata la reintrodotta imposta sulle successioni e sulle donazioni alla quale, per ulteriore espressa disposizione, debbono andare anche assoggettati i «vincoli di destinazione», con la conseguenza che il presupposto dell'imposta rimane quello stabilito dall'art. 1 d.lgs. n. 346 cit. del reale trasferimento di beni o diritti e quindi del reale arricchimento dei beneficiari.

 

La ratio legis dell'art. 2, comma 47 ss., dl. n. 262 cit. va dunque ravvisata nella volontà di evitare che un'interpretazione restrittiva della istituita nuova legge sulle successioni e donazioni, disciplinata mediante richiamo al già abrogato d.lgs. n. 346 cit., possa dar luogo alla esenzione da imposizione in caso di reale trasferimento di beni e diritti ai beneficiari, quando gli stessi siano stati contemporaneamente assoggettati a vincoli di destinazione. 

 

Tale interpretazione, peraltro, è conforme al principio della capacità contributiva di cui all'art. 53 Cost. realizzandosi il presupposto impositivo in capo al contribuente solo al momento della acquisizione di ricchezza.

 

Ed è stato riconosciuto che tra gli atti di "costituzione di vincoli di destinazione" di cui all'art. 2, comma 47, cit. rientra anche il trust. 

 

Dunque è stato affermato che la costituzione del vincolo di destinazione di cui all'art. 2, comma 47, d.l. n. 262 del 2006, conv. in I. n. 286 del 2006, non costituisce autonomo presupposto impositivo, essendo necessario un effettivo

trasferimento di ricchezza mediante attribuzione patrimoniale stabile e non meramente strumentale.

 

 Conseguentemente è stato ritenuto che nel caso di trust cd. autodichiarato, ove disponente e trustee coincidano, non ricorre il presupposto del reale arricchimento mediante effettivo trasferimento di beni e diritti, in quanto il disponente beneficerà i suoi discendenti o se stesso, se ancora in vita, al momento della scadenza

 

 

Avv. Francesco Frigieri 

 

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