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Benefici prima casa: come evitare la decadenza?

Benefici prima casa: come evitare la decadenza?

Con sentenza n.18939 del  5 luglio 2021, la Cassazione prende posizione sulla decadenza dell'agevolazione prima casa.

 

La fattispecie ha riguardato l'immobile per il quale  il proprietario aveva usufruito dei benefici prima casa in sede di acquisto e poi lo aveva venduto prima del quinquennio dall'acquisto.

Ne aveva acquisto un altro entro l'anno, ma non vi aveva trasferito nel medesimo termine, la residenza, sostenendo di non perdere l'agevolazione, svolgendo attività lavorativa in detto nuovo Comune.

adibito a prima casa entro i cinque anni dall'acquisto,

 

 

La Commissione Tributaria del Lazio, con sentenza  n. 2219/VI/2016, depositata il 20/04/2016,  ha accolto l'appello, dichiarando non dovuta la maggiore imposta di registro, le sanzioni e gli interessi, richiesti dall'Amministrazione finanziaria a seguito della ritenuta decadenza dall'agevolazione "prima casa", per avere la contribuente trasferito il bene acquistato nei cinque anni successivi senza adibire ad abitazione principale l'immobile acquistato entro l'anno successivo.

 

In particolare, la CTR ha ritenuto che la contribuente potesse mantenere il beneficio fiscale, poiché l'acquisto effettuato dopo la rivendita infra-quinquennale aveva comunque riguardato un bene posto nel comune in cui svolgeva la propria attività lavorativa.

 

Avverso la sentenza di appello, l'Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per Cassazione, affermando che  la decadenza dal beneficio "prima casa", conseguente all'alienazione dell'immobile prima che decorrano cinque anni dall'acquisto, si evita solo alle seguenti  e concorrenti - condizioni:

 

1) che intervenga l'acquisto di un altro immobile entro un anno dall'alienazione;

 

2) che tale immobile sia acquistato per essere adibito ad abitazione principale del contribuente.

 

La norma non rinvia alle disposizioni che guardano ai requisiti stabiliti per l'applicazione dell'agevolazione; non si limita, cioè, ad escludere la decadenza nelle ipotesi in cui l'acquisto effettuato entro l'anno dal trasferimento infraquinquennale abbia gli stessi requisiti previsti per l'operatività del beneficio fiscale (e dunque quelli previsti

dall'art. 1, nota II bis, della Tariffa, Parte Prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986) - ma individua, in modo distinto e autonomo, le condizioni impeditive di tale decadenza.

 

L'art. 1, nota II bis, della Tariffa, Parte Prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, tra le altre condizioni, stabilisce al comma 1, lett. a), che l'aliquota agevolata dell'imposta di registro, riferita agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di abitazioni non di lusso, si applica, purché «l'immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l'acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall'acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l'acquirente svolge la propria attività ... La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l'immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall'acquirente nell'atto di acquisto.

 

La stessa Corte costituzionale (Corte cost., ordinanza n. 46 del 13/02/2009), nel dichiarare inammissibile la questione di legittimità di tale disposizione con riferimento all'art. 3 Cost., ha evidenziato che il legislatore ha voluto disciplinare una fattispecie del tutto diversa da quella dell'accesso al beneficio, stabilendo non una reiterazione dell'agevolazione ma un'eccezione alle ipotesi di decadenza da essa, che opera esclusivamente nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall'alienazione, proceda all'acquisto di un altro immobile da adibire a propria abitazione principale.

 

La medesima Corte ha, pertanto, ritenuto non irragionevole che il legislatore, al fine di evitare la decadenza dalla suddetta agevolazione, richieda, con riferimento all'acquisto del secondo immobile, una condizione diversa e più restrittiva (la destinazione della casa ad abitazione principale) rispetto a quelle stabilite per l'iniziale concessione dell'agevolazione medesima.

 

 Non assume pertanto rilievo la circostanza che l'acquirente svolga la propria attività lavorativa nel comune in cui si trova l'immobile da ultimo acquistato.

 

Un'interpretazione della norma che abbia l'effetto di ampliare le condizioni che impediscono la decadenza dal beneficio, applicando analogicamente altre, previste solo per il riconoscimento del beneficio stesso, comporta l'ampliamento dell'ambito operativo dell'agevolazione, impedendone la decadenza in casi non espressamente consentiti, mentre, com'è noto, le agevolazioni, essendo disposizioni che derogano alle norme impositive, devono essere di stretta interpretazione.

 

Avv. Francesco Frigieri 

 

 

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