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Fondo patrimoniale: quando si rischia l'ipoteca e il pignoramento ?

Fondo patrimoniale: quando si rischia l'ipoteca e il pignoramento?

Interessante sentenza della Corte di Cassazione, sez. III n. 21184/2021,depositata il 23.7.2021, con la quale viene discusso  ancora l’ambito operativo della norma di cui all’art. 170 c.c., in tema di fondo patrimoniale.

 

La Corte d’Appello di Venezia, con sentenza n. 2130/2017, aveva confermato la sentenza di primo grado di rigetto dell’opposizione all’esecuzione e delle domande risarcitorie avanzate dai coniugi nei confronti  della Banca che aveva concesso il mutuo e poi iscritto ipoteca sui beni del fondo.

 

La Corte d’Appello, in particolare, evidenziava che era onere dei coniugi dare prova dell’estraneità della stipulazione del mutuo  ai bisogni della famiglia, richiamando la ormai risalente giurisprudenza della Corte di Cassazione (Cass. 11683/2001), che affermava che l’onere della prova dell’estraneità dell’obbligazione ai bisogni della famiglia, ai sensi dell’art. 170 c.c., e la relativa consapevolezza da parte del creditore, debba gravare  sui coniugi che hanno costituito il fondo patrimoniale, e che la destinazione del debito ai bisogni della famiglia deve essere intesa non in senso restrittivo, bensì comprensiva anche delle esigenze dirette al pieno mantenimento e all’armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento delle sue capacità lavorative, con esclusione delle sole esigenze voluttuarie o caratterizzate da intenti meramente speculativi.

 

La Corte d’Appello riteneva dunque che il mutuo contratto fosse estraneo al soddisfacimento dei bisogni della famiglia (nella specie inerente all'attività speculativa dei coniugi) e di conseguenza legittima l'esecuzione sui beni del fondo su cui era stata iscritta ipoteca.

 

 

La Corte di Cassazione condivide quanto sostenuto dalla Corte d’Appello, con un riferimento anche alla recente sentenza della medesima Corte di Cassazione n. 2904/2021 che aveva effettuato ulteriori distinzioni nell’ambito dell’attività di impresa, escludendo la riconducibilità ai bisogni della famiglia nel momento in cui i proventi dell’attività  non venivano destinati alla famiglia. 

 

Peraltro, la Corte disattende anche il richiamo all' art.169 c.c. secondo il quale, in presenza di figli minori, salvo deroga sarebbe necessaria l'autorizzazione del Giudice Tutelare ai fini dell'iscrizione ipotecaria, ma tale norma ovviamente non è riferibile ai creditori.

 

Avv. Francesco Frigieri 

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