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Il pignoramento della casa in comunione dei beni è limitato al 50% della quota del coniuge debitore?

Il pignoramento della casa in comunione dei beni è limitato al 50% della quota del coniuge debitore?

La risposta sembra negativa.

 

La tesi  del pignoramento della sola quota pari al 50% riferibile al coniuge debitore, non ha fondamento in quanto la  Corte di Cassazione con la sentenza n.20845, depositata in data 21.7.2021, ribadirà un principio consolidato, vale a dire che "la natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi comporta che l'espropriazione, per crediti personali di uno solo dei coniugi, di un bene (o di più beni) in comunione abbia ad oggetto il bene nella sua interezza e non per la metà, con scioglimento della comunione legale limitatamente al bene staggito all'atto della sua vendita od assegnazione e diritto del coniuge non debitore alla metà della somma lorda ricavata dalla vendita del bene stesso o del valore di questo, in caso di assegnazione" (così Cass. n. 6575/13).

 

Alla base della motivazione è l’argomentazione secondo la quale la comunione legale è una convenzione di titolarità e destinazione dei beni, ma senza quote per cui in caso di debiti di uno solo dei coniugi, il creditore dovrà pignorare l’intero.

 

Sarà poi in sede di vendita o assegnazione che l’altro coniuge non debitore riceverà la metà della somma lorda ricavata dalla vendita.

 

Avv. Francesco Frigieri 

 

 

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