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Polizze Unit linked: sono pignorabili le somme dovute ai beneficiari?

Polizze Unit Linked: sono pignorabili le somme dovute ai beneficiari?

La risposta pare affermativa, se la natura è finanziaria.

Con la  sentenza della Corte di Cassazione, depositata il 22.10.21, n.29583, vengono enunciati, anche incidentalmente,  diversi principi in relazione alle polizze vita unit linked.

In questo primo post, riporteremo soltanto le argomentazioni a proposito della qualificazione della natura finanziaria o meno, delle polizze in esame e le relative conseguenze.

Si legge  nella motivazione,  le polizze vita a contenuto finanziario si  intendono quelle  in cui la componente vita e di investimento risulta preponderante rispetto a quella demografica-previdenziale, tipica delle polizze di assicurazioni sulla vita c.d. "tradizionali" di cui all'art. 1882 c.c.

Nelle polizze di tipo classico, l'assicurato mira generalmente a garantire la disponibilità di una somma a familiari ovvero a terzi al momento della propria morte ed il rischio di perdita del capitale è pari a zero, essendo predeterminato l'importo da erogare al contraente o al beneficiario alla scadenza del contratto.

Nelle  polizze a contenuto finanziario, al posto dell'obbligo restitutorio in capo all'impresa di assicurazione, viene conferito una sorta di mandato di gestione del denaro investito e l'investitore matura il diritto al mero risultato di gestione che quindi varia in base a una serie di fattori: l'andamento del mercato, dei titoli investiti, eccetera.

Il riferimento è in particolare alle polizze unit e index linked, il cui rendimento, nel primo caso, è parametrato all'andamento di fondi comuni di investimento e, nel secondo, ad indici di vario tipo, generalmente titoli azionari. L'elemento caratterizzante di tali tipologie di polizze è dunque il rischio finanziario, che, nelle così dette linked "pure" grava interamente sull'assicurato, poiché la compagnia non garantisce, né la restituzione del capitale, né eventuali rendimento minimi. 

La sentenza prosegue affermando che le polizze sulla vita, aventi contenuto finanziario, pongono  problemi diversi, ad esempio se sia applicabile l'art. 1923, comma 1, c.c., secondo cui le somme dovute dall'assicuratore in base a un'assicurazione sulla vita «non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare».

La Corte al riguardo ha  osservato  che questo regime di favore per l'assicurato - consistente nella impignorabilità e nella insequestrabilità della prestazione assicurativa - si giustificherebbe in base al fatto che le polizze vita sono strumenti volti alla previdenza e al risparmio.

Ove, per contro, una polizza sia contratta a fini esclusivamente speculativi, essa non potrà godere della specifica tutela riconosciuta dalla norma.

Seguirà un altro post  sull'argomento, in quanto la sentenza prenderà in esame anche altri punti, quali l'essenzialità, o meno, della designazione dei beneficiari e la natura dei premi versati dal contraente/assicurato.

Avv .Francesco Frigieri 

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