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Ancora sulle polizze vita: cosa comporta la natura di donazione indiretta dei premi versati?

Ancora sulle polizze vita: cosa comporta la natura di donazione indiretta dei premi versati?

La sentenza in esame (Cass. N.29583/2021), depositata in data 22.10.21, già commentata la scorsa settimana, tratta di due ulteriori aspetti, molto interessanti per i risvolti pratici che possono avere nella efficacia delle polizze vita.

 

Il primo aspetto, riguarda la natura dei premi versati da parte del contraente, affermando che devono considerarsi donazioni indirette nei confronti dei beneficiari e quindi soggette a collazione, applicandosi anche a questa forma di liberalità, la disciplina delle donazioni dirette.

Tale principio, in realtà, era già stato richiamato dalla giurisprudenza di legittimità con la sentenza della Cass. n. 3263/2016.

 

Il caso in esame, tuttavia, riprende una fattispecie particolare, ossia quella che in cui il contraente era diverso dall'assicurato.

la polizza prevedeva che in caso di premorienza del contraente, nella posizione di quest’ultimo, sarebbe subentrato l'assicurato e pertanto i premi versati dal primo avrebbero arricchito i beneficiari, ovvero il contraente, o eredi di quest’ultimo, per il caso di revoca.

 

La sentenza affermerà, infatti, che la designazione dei beneficiari non è aspetto essenziale e quindi può anche mancare, ma in questo caso, i vantaggi dell’assicurazione andranno agli eredi del contraente.

 

Il secondo aspetto, riguarda l'ammontare della somma per la quale vi sarebbe l’obbligo di collazione per effetto della natura di donazione indiretta dei premi versati.

 

Nelle polizze vita, in genere, anche fuori dall'ambito delle polizze a contenuto finanziario, potrà avvenire che il capitale assicurato si rilevi di fatto inferiore ai premi versati, che costituiscono in linea di principio l'oggetto del conferimento ex art. 2923, comma 2, c.c.

L'obbligo di collazione va precisato nel senso che si deve conferire la minore somma tra l'ammontare dei premi pagati e il capitale poi liquidato, non potendo la collazione avere per oggetto  il vantaggio conseguito dal discendente.

 

Il discendente è intanto tenuto al conferimento del premio, salva la necessità, in favore del discendente stesso o dei suoi eredi, di procedere a un nuovo conteggio qualora l'indennità si rilevi in seguito inferiore.

È naturale che l'onere di provare il conseguimento di un vantaggio minore rispetto al premio versato, sia a carico del beneficiario o degli eredi di lui subentrati nell'obbligo di conferimento.

 

Avv. Francesco Frigieri  

 

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